Interviene nella prima tappa della Glicolisi ed è un' enzima in grado di convertire, nelle cellule, il glucosio in glucosio 6-fosfato: ciò permette al glucosio di permeare all’interno delle cellule finché la glicemia non è tornata a valori corretti; se nelle cellule non avvenisse la fosforilazione del glucosio, il suo ingresso all'interno delle cellule si arresterebbe non appena la concentrazione di glucosio intracellulare uguaglierebbe quella extracellulare. L’esochinasi è presente in tutte le cellule dell’organismo e in tutte le cellule fosforila il glucosio al fine di abbattere la sua concentrazione intracellulare così, per gradiente, il glucosio può continuare ad entrare nelle cellule: con questo processo si regola la glicemia nel sangue dopo aver mangiato. Se tramite la glicolisi viene prodotto più ATP di quanto ne viene utilizzato, allora si può rallentare la via glicolitica; una delle strategie per far ciò è rallentare l’azione dell’esochinasi. L’esochinasi è soggetta ad inibizione da prodotto; questo enzina, oltre al sito catalitico in cui si lega il substrato, presenta tanti altri siti in grado di riconoscere un modulatore: se il glucosio 6-fosfato tende ad accumularsi allora quel prodotto può dare inibizione allosterica sull’esochinasi. Il glucosio 6-fosfato, mentre svolge l’azione di inibitore non competitivo sull’enzima, si consuma (per azione dell’enzima del secondo step), così, per la legge di azione di massa, l’equilibrio si sposta verso la formazione del prodotto e il processo riprende. Il glucosio 6-fosfato viene prodotto, all’interno delle cellule, in grande concentrazione perciò si ha una forte inibizione dell’azione dell’esochinasi (che quindi non è più in grado di abbattere il glucosio): per far sìi che il glucosio venga comunque fosforilato, interviene l’enzima glucochinasi. Nelle cellule del fegato (ed in parte nei reni), tramite un opportuno segnale dato dall’ insulina, viene indotta l’espressione del gene che codifica per la glucochinasi. Se aumenta la glicemia nel sangue, si ha la produzione dell’insulina, un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas; con la produzione di insulina, parte un messaggio alle cellule bersaglio che, in questo caso, sono gli epatociti (cellule del fegato) e gli adipociti (cellule del tessuto adiposo). Su tali cellule è presente una proteina speciale, detta recettore, che riconosce l’insulina e la lega formando un complesso insulina-recettore; tutto ciò si traduce in una serie di segnali che portano ad una o più strategie (vie metaboliche) per ridurre la concentrazione di glucosio intracellulare: in particolare, il complesso enzima-substrato, induce l’espressione di un gene che codifica per la glucochinasi. |


