La milza è il più grande organo derivante dal mesenchima e presente nel mensentere, situato sotto il diaframma e sopra la flessura sinistra del colon, tra lo stomaco e il rene, trattenuto essenzialmente dal peritoneo e protetto dalle ultime coste dell’emitorace sinistro. Occupa gran parte dell’ ipocondrio sinistro, dove è situata profondamente nella loggia lienale (o splenica). È costituita da un parenchima proprio (polpa splenica o lienale), completamente avvolto da un involucro fibroso ed elastico (capsula splenica), formato da tessuto connettivo e dal rivestimento peritoneale intimamente fusi tra loro. La polpa splenica appare come una sostanza molle, che presenta caratteri differenti: la cosiddetta polpa bianca, costituita da noduli linfatici (noduli lienali del Malpighi), e la polpa rossa, riccamente vascolarizzata da capillari arteriosi e venosi. Alla polpa giungono, provenienti dalla capsula, i segmenti connettivali che penetrano nell’interno e i vasi (quelli afferenti, derivanti dall’arteria splenica o lienale e dal tronco celiaco, e quelli efferenti, tributari della vena lienale che si getta poi nella vena porta), che penetrano attraverso un ilo , avvolti da una guaina derivata dalla capsula e formanti nel tessuto del parenchima una sorta di rete connettivale trabecolare. La polpa rossa è formata da un esile reticolo connettivale, nelle cui maglie si trovano fini arteriole da cui si originano a ciuffo altre arteriole, dette penicillate, che formano una ricca rete di spazi sanguigni (seni venosi o lacune venose) da cui originano le vene. Peso e volume della milza diminuiscono con la vecchiaia, mentre aumentano durante particolari patologie cardio - vascolari o infettive (come la mononucleosi). È una ghiandola senza sfinteri strettamente associata con il sistema circolatorio che svolge complesse funzioni nella regolazione qualitativa e quantitativa della massa sanguigna e che ha un ruolo nel sistema immunitario. Consiste di masse di linfoidi granulari posizionati attorno a rami terminali di vene e arterie. Questi vasi sono collegati da capillari modificati chiamati seni splenici. Funzioni fisiologicheSebbene sia possibile sopravvivere senza di essa, la milza esplica numerose e complesse funzioni, non tutte ancora chiarite. Le funzioni più note e importanti sono:
Le persone che hanno subito un intervento di asportazione ( splenectomia ) presentano livelli più alti di :
per il venir meno delle funzioni immunologiche, sono inoltre più sensibili alle infezioni, soprattutto a quelle prodotte da microrganismi capsulati. La recente rivalutazione dell'importante ruolo svolto dalla milza nella difesa dell'organismo, soprattutto in età pediatrica, ha modificato l'approccio terapeutico, che oggi si orienta soprattutto verso un trattamento di tipo conservativo.
Nel caso in cui invece la Milza è iperattiva, alcune delle sue attività vengono esacerbate e si parla di ipersplenismo , manifestando le seguenti situazioni :
Dolore alla milzaIl dolore alla milza, oltre che nelle suddette condizioni patologiche, può insorgere anche in seguito ad uno sforzo fisico prolungato. L'ipotesi più plausibile a riguardo è che il dolore sia legato ad un'ischemia splenica transitoria, legata al temporaneo dirottamento di sangue dalla milza ai muscoli in attività. C'è quindi un filo di verità nelle affermazioni di chi sostiene che il dolore alla milza sia causato dalla sua capacità di contrarsi per far entrare in circolo un numero extra di globuli rossi; tuttavia bisogna precisare che tale funzione, molto importante per alcuni animali, nell'uomo è limitata dalla ridotta capacità e contrattilità della milza. |



