Nel nostro paese il problema del sovrappeso interessa un numero sempre maggiore di individui. La causa, responsabile del sovrappeso, può essere senz’altro la maggiore disponibilità di alimenti accompagnata a una minore attività fisica svolta. Naturalmente tra coloro che hanno un peso eccessivo, rispetto al peso ideale, ci sono anche le persone la cui condizione non dipende direttamente dall’eccessivo consumo di cibo o dalla scarsa attività fisica. Queste persone, in percentuale, sono tuttavia decisamente poche rispetto a coloro che mangiano troppo o si muovono poco. Le cause del sovrappeso o dell’obesità di queste persone vanno ricercate nelle loro condizioni di salute o nei fattori ereditari. Infatti il cattivo funzionamento del sistema endocrino può determinare l’eccesso di peso, così come i fattori ereditari possono predisporre una persona a un più facile accumulo di grasso. Comunque in quest’ultimo caso, un corretto regime alimentare permetterebbe di ottenere buoni risultati. È, tuttavia, importante non confondere il sovrappeso o l’obesità di una intera famiglia, dovuti ad abitudini alimentari sbagliate ed eccessive, con l’obesità ereditaria. La stragrande maggioranza dei casi di sovrappeso e obesità, è di natura alimentare: ognuna di queste persone in sovrappeso od obesa è quindi responsabile della propria situazione.
Ma come si può definire oggettivamente l’obesità? Una definizione in termini quantitativi dell’obesità non è affatto semplice. Le voci più autorevoli concordano nel sostenere che il peso corporeo normale raggiunto all’età compresa tra 25 e 30 anni non dovrebbe essere oltrepassato per tutto il corso della vita restante. Un peso che ecceda del 15% quello considerato come normale dovrebbe indicare che vi è tendenza verso l’obesità, mentre un peso del 25% superiore al normale sta a significare un’obesità manifesta. “Obesità” sta ad indicare un contenuto di grasso nel corpo di entità superiore alla norma, il che, a sua volta, dipende dal contenuto di lipidi presente in ciascuna cellula adiposa e dal numero totale di cellule adipose. Gli adipociti (cellule adipose) probabilmente aumentano di numero fino all’epoca della prima adolescenza. La mancanza di esercizio fisico e la sovralimentazione (soprattutto un eccesso di cibi ricchi in zuccheri e grassi), possono stimolare la loro formazione. L’obesità, pertanto, risulta da una combinazione tra numero di adipociti e loro contenuto in lipidi. Gli individui obesi hanno, rispetto ai loro coetanei magri, un maggior numero di cellule adipose, che, per di più, contengono una maggior quantità di lipidi. Ci sono molte motivazioni plausibili che dovrebbero indurre chi è obeso o in eccessivo sovrappeso, a prendere in seria considerazione l’idea di perdere peso. La più importante, è rappresentata dall’insieme di malattie e disturbi associati al sovrappeso e all’obesità. Queste condizioni sono infatti correlate con numerose malattie quali diabete, ipertensione arteriosa, coronaropatie, malattie cardiache, nefropatie, ictus, insufficienza epatica, turbe psichiche, e danni osteo-articolari (in particolare, quelli a carico della colonna vertebrale e del piede). Possono inoltre contribuire all’insorgere di malattie dell’apparato digerente, e renale, nonché rendere gli individui più vulnerabili e quindi a maggior rischio nel caso di interventi chirurgici. Di conseguenza, negli individui obesi la speranza di vita è significativamente ridotta. Statistiche e studi su popolazioni indicano che le persone seriamente obese sono più esposte anche ad alcuni tipi di cancro. Pertanto è necessario considerare soprattutto che: La prevenzione dell’obesità ha maggior successo che il suo trattamento. Ciò è particolarmente vero durante la preadolescenza. I risultati sperimentali inducono a ritenere che la sovralimentazione durante questo periodo può provocare iperplasia degli adipociti (aumento di numero delle cellule adipose) preparando così il terreno nel quale l’obesità può crescere. L’esercizio mantiene basso il contenuto totale di grasso corporeo e può ridurre la portata del suo accumulo nelle cellule adipose.
Mangiare troppo è un modo “innaturale” di alimentarsi e ha delle profonde conseguenze sul benessere fisico e mentale. Ne scaturisce un accumulo di tossine con conseguente deterioramento delle prestazioni, tensione e maggiore predisposizione alle malattie. |