Nell'uomo l'intera muscolatura scheletrica, è costituita da circa
250.000.000 di singole fibre
muscolari ed ognuna presenta una placca motoria innervata da una
fibra nervosa. Le fibre nervose motorie o motoneuroni, sono al contrario circa
420.000, ma possono innervare una o più fibre muscolari. Da qui, è facile
comprendere che, ogni singola fibra nervosa motoria, si ramifica a sua volta per
innervare ogni fibra muscolare. L'insieme costituito dal singolo motoneurone con un certo numero di fibre
muscolari innervate, prende il nome di Unità Motoria. 
In sintesi, un alto valore del rapporto fibre muscolari / fibre nervose (FM /
FN), è tipico di muscoli cui si richiedono movimenti grossolani, con
considerevole sviluppo della forza, mentre un basso valore del rapporto FM/FN è
rilevabile nei muscoli cui si richiedono movimenti molto precisi, con ridotto
sviluppo di forza o tensione. Come si può graduare la forza muscolare? Specificare questo concetto, risulta interessante in quanto, l'impulso
nervoso non è di natura graduabile, ma risponde rigorosamente alla legge del
tutto o niente (ON oppure OFF). Da qui ci si chiede, come possiamo noi gestire
in modo graduale i nostri movimenti? I meccanismi sono fondamentalmente due: 1. variando il numero di unità motorie coinvolte nel gesto: somma di
unità motorie in sincronia. Questa variabile dipende fondamentalmente dall'impegno, in termini di forza,
che noi chiediamo al nostro movimento 2. variando la frequenza (velocità on-off) di contrazione delle singole
unità motorie: somma di scosse. In questo caso invece, la precisione o la velocità che noi chiediamo al
nostro gesto, varierà la frequenza degli impulsi nervosi del nostro cervello.
Più gli impulsi saranno ravvicinati, più la loro somma aumenterà la tensione.
Il massimo dello stimolo, è la così detta "stimolazione tetanica",
dove la somma dei singoli impulsi, si fondono completamente tra loro. |