Dopo l'allenamento, l'atleta ha causato un vero e proprio stress neuro-muscolare, che dovrà necessariamente essere riportato in equilibrio, ma soprattutto riparato, e ripulito mediante l'eliminazione dei metaboliti della fatica. Passiamo quindi in rassegna i vari elementi fisiologici dopo lo stress da competizione. Nelle 24 ore che seguono la prova l'organismo ha un aumentato bisogno di acqua, persa essenzialmente con la traspirazione: senza tenere conto di quella presente negli alimenti, la quota di reintegro si aggira intorno ai 2 litri ed oltre, ripartiti nell'arco dell'intera giornata. La sudorazione abbondante ha inevitabilmente dato fondo anche alle riserve di sodio e di potassio, elementi che devono immediatamente essere ricostituiti per migliorare l'escrezione urinaria delle tossine: al contrario, gli altri oligoelementi minerali (magnesio, calcio, ferro, etc.) non richiedono una reintegrazione immediata. Allo stesso modo, i compartimenti glucidico e lipidico non mostrano eccessive necessità di recupero, soprattutto se si è seguito un trattamento di arricchimento delle riserve muscolari di glicogeno. Dal canto loro, i prodotti del catabolismo proteico presenti nel sangue risultano al di sopra dei valori normali, a testimonianza di una notevole usura proteica. Poiché i processi di disintossicazione hanno un valore prioritario, essi si svolgeranno nell'arco di 24-36 ore, evitando quindi di introdurre proteine animali in eccesso durante tale intervallo di tempo. Le vitamine più utili in questo momento sono rappresentate dalla vitamina B6 (favorisce I'opera di ricostruzione proteica, migliora il metabolismo del miocardio, permette un rapido ritorno alla norma dell'ammoniemia e dell'azotemia da sforzo) e dalla vitamina B 12 (fattore antitossinico per eccellenza), da non somministrare, però, in dosi eccessive. Estremamente interessante è la sollecitazione che l'intera sfera ormonale presenta dopo la competizione, traducibile soprattutto in un'ipersecrezione degli ormoni surrenalici: l'alimentazione successiva ad una gara sportiva dovrà perciò fornire le materie prime necessarie all'organismo per l'elaborazione dei propri ormoni (amminoacidi, colesterolo, sali minerali, vitamine). L'uovo sodo ed il burro trovano, in questa circostanza, un'ulteriore giustificazione alla loro somministrazione. Infine va segnalata una delle alterazioni più caratteristiche della fatica: l'acidosi ematica. E' questo lo scopo che motiva l'apporto, immediatamente dopo lo sforzo, di acque lievemente gassate o bicarbonate, a nostro parere più che sufficienti per correggere questo squilibrio acido-base. Per perseguire questo tentativo di alcalinizzazione si consigliano alimenti quali il latte, il formaggio, le insalate e la frutta, in grado di lasciare nell'organismo un residuo alcalino; al contrario, sono da sconsigliarsi in linea di massima gli alimenti di origine animale che, essendo ricchi di fosforo, lasciano nell'organismo un radicale acido. | | |