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Scuola di Danza

“La danza non esprime solo la bellezza: lascia andare le nostre paure; è emozione che si libera (e ci libera) nel movimento. Il primo segnale di questo mutamento è il sorriso, la gioia che si matura ballando. Un’energia che si esprime in modo esplosivo attraverso salti, pliés, pirouettes. La gioia è il grande motore dell’energia e con la danza la troviamo nel nostro corpo. Sempre.” MARIA FUX (coreografa e danzaterapeuta argentina di grande esperienza artistica e pedagogica)

se cercavi "Danza Moderna - Jazz"

 

Orario corsi da Settembre/2011

 

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Danza Propedeutica 1 3-5 anni

16.40

 

 

 

16.40

Danza Propedeutica 2 5-6 anni

17.10   17.10

Danza Classica 1 dai 6-8 anni

 18.00

 

16.40

 

 

Danza Classica 2 dai 9-12 anni

 18.00

 

17.00

 

 

 

 

DANZA CLASSICA

Insegnante

Daniela Aprile

 

Insegnante riconosciuta CSEN-CONI

Docente Nazionale CSEN-CONI

Inizia a studiare danza all’età di 6 anni seguendo il metodo della scuola russa Vaganova.

Appena maggiorenne, entra a far parte della compagnia di danza PICCOLO GRUPPO e con loro porta in scena diversi spettacoli: la “Carmen”, “Sheherazade” (balletto tratto dal racconto “Le mille e una notte”) ed uno spettacolo tratto da balletti originali e danze di corte del Quattrocento.

Prosegue gli studi specializzandosi nel metodo inglese della Royal Academy of Dance of London. Nel maggio 2005 ottiene il diploma per il grado “Intermediate”, primo livello gradi professionali presso la Royal Academy di Londra.

Frequenta i corsi di aggiornamento della I.D.A., International Dance Association, tenuti da docenti di fama internazionale (Andrè de la Roche, Steve La Chance, Alex Atzewi, Emanuela Tagliavia, Loreta Alexandrescu).

Segue corsi specifici per la propedeutica per bambini tenuti da Elena Viti, docente dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

Studia la danza di flamenco classica e le danze di carattere irlandesi e polacche.

Entra a far parte della compagnia di teatro danza ARSHAUS DEDALO, con cui mette in scena lo spettacolo “La Storia. Settembre 1943-Giugno 1944 nella valle dell’Aniene”, ideato e diretto da Anacleto Lauri.

Studi in corso per il conseguimento del diploma Teaching della Royal Academy per offrire, ai futuri allievi,  la possibilità di partecipare agli esami per i diversi gradi dell’accademia.

Continua a danzare nel balletto di repertorio classico “Bayadere”.

Propedeutica

della danza è il termine con cui, negli anni ’40, venne definito dall’Accademia Nazionale di Danza l’insegnamento della danza ai bambini nella fascia di età fra i quattro e i dieci anni.

La forte valenza educativa insita in tale lavoro portò la stessa Accademia ad affiancare a questa vecchia denominazione quella di Educazione al Movimento prima e quella di Danza Educativa poi.

La Danza Educativa e la Propedeutica della danza costituiscono un’esperienza fisico-mentale-creativa rivolta ai bambini e di conseguenza devono dare al bimbo stesso una visione quanto più ampia possibile dell’idea di movimento in rapporto al contesto culturale del momento in cui si opera. L’intento della Danza Educativa è quello condurre il bambino a conoscersi per potersi muovere nel modo più giusto e consapevole, prima di tutto attraverso la scoperta della propria struttura corporea, poi con un adeguato potenziamento muscolare che lo aiuti a consolidare le posizioni acquisite e gli consenta di eseguire movimenti via via più complessi.

Parallelamente allo studio del corpo e delle sue possibilità di movimento è essenziale completare lo studio attraverso metodologie rivolte allo sviluppo creativo del bambino, quali l’improvvisazione e la progettazione.

Un po' di storia...

E' il genere più antico di danza che si possa studiare nelle accademie.  La sua origine proviene direttamente dall'Italia, dai balli di corte del rinascimento. Ma il genere venne presto ripreso anche dalle corti francesi, che lo svilupparono e lo portarono alla massima espressione durante il XVII-XVIII secolo. Fu in questo periodo che lavorò il coreografo Pierre Beauchamp, considerato il “creatore” delle cinque posizioni classiche. In questo periodo la danza smise di essere un esercizio di corte. Non era più una cosa un po’ per tutti quanti (lo stesso Luigi XIV assunse il nome di Re Sole anche perché interpretò la parte del dio sole in "Le Ballet de la Nuit" nel 1653), ma divenne una professione vera e propria. All’inizio tutti i danzatori erano uomini. La prima donna a ballare salì sul palco nel 1681. Nel 1700 Raoul Feuillet scrisse un libro in cui raccolse le posizioni e i passi base della danza, ancora oggi utilizzati. I danzatori del XVIII secolo erano coperti da maschere, indossavano grosse parrucche e scarpe col tacco. Le donne indossavano gonne larghe e lunghe, strette nei loro corpetti. Gli uomini non erano certo molto più leggeri. Furono due donne a cambiare le cose. Le due migliori ballerine francesi dell’epoca. Marie Camargo infatti scelse scarpe senza tacco, accorciò le gonne rendendole meno ingombranti e abbandonò le maschere, mentre la sua rivale, Marie Salle, abbandonò i pesanti costumi scegliendo per il suo compagno delle tuniche greche. La prima donna della storia ad aver compiuto una doppia pirouette è stata Hanne Heinel. Furono inglesi e tedeschi ad evolvere l’idea di balletto. Infatti John Weaver, a Londra, eliminò le parole dai suoi spettacoli, cercando di rappresentare i concetti attraverso espressività del movimento. Nel 1735 fu fondata l’Accademia Imperiale Russa, che darà poi vita al Russian Ballet, il Balletto Russo. Verso la fine del ‘700 la danza cominciò a subire forti accelerazioni. Si iniziò ad andare sulle punte. Per lo più per due o tre passaggi. Fino a che, per la prima votla, Marie Taglioni nel 1832 ballò tutta “La Sylphide” sulle punte. Nel 1828 vennero inserite per la prima volta nei balletti delle prese. È l’era del Balletto Romantico. Siamo infatti entrati nel romanticismo e la danza non fa eccezione. Marie Taglioni interpretò Sylphide. Questa rappresentazione cambiò moltissimo lo stile dei balletti, nella tecnica, nella storia e nei costumi. Fu proprio “La Sylphide” ad ispirarne il successore ideologico: “La Giselle”, interpretato per la prima volta all’Opera di Parigi nel 1841 da Carlotta Grisi. Anche ne “La Giselle” il tema sovrannaturale è dominante. Nel secondo atto i fantasmi indossano il tutù bianco reso popolare da “La Sylphide”. Un salto ci porta alla creazione dei più grandi balletti del mondo. Nel 1932 George Balachine fonda la School of American Ballet. Più tardi, nel 1947, insieme a Kirstein fonda la Bellet Society che diventerà l’anno successivo (1948) il New York City Ballet. Così nacquero tanti balletti in tante città nordamericane: il National Ballet of Canada, a Toronto nel 1951, Les Grands Ballets Canadiens, a Montréal nel 1952, il Pennsylvania Ballet, a Philadelphia nel 1963 e lo Houston Ballet nel 1963. Nel 1956 le grandi compagnie russe, come la compagnia Bolshoi o la compagnia Kirov, cominciarono ad esibirsi in occidente. L’intenso spirito drammatico e il grande virtuosismo tecnico ebbero un fortissimo impatto sul pubblico. È importante citare i grandi nomi di Rudolf Nureyev, diventato poi direttore artistico del Paris Opéra Ballet, di Natalia Makarova o di Mikhail Baryshnikov, poi direttore dell’American Ballet Theatre, a New York City. A partire dagli anni ’60 il pubblico divenne più vario. Molti giovani cominciarono ad andare a vedere la danza in teatro. Così virtuosismi atletici, ritmi moderni, temi attuali, furono sempre più ben accetti. Molti balletti classici cominciarono ad essere accompagnati da musica Jazz o addirittura dal Rock’n Roll. Questa trasformazione diede maggiore impulso per lo sviluppo della danza moderna.

 

 

 

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