a volte...una pura necessità Risvegliare l’istinto di sopravvivenza che e' in noi e fonderlo con le tecniche più semplici ed efficaci per uscire da una situazione difficile… Difesa Totale con una ginnastica completa. La Prevenzione è un concetto fondamentale dell'autodifesa, e per questo viene incluso negli studi di queste tecniche. La prevenzione serve ad evitare inutili situazioni di rischio per la persona. Può sembrare un'ovvietà, ma spesso questo concetto non è compreso immediatamente da chi si avvicina per la prima volta ad una scuola di difesa personale. Il detto "Prevenire è meglio che curare" può essere adottato anche in questo campo. La Difesa Personale deve essere vista come una cultura di prevenzione adatta a tutti. Lo studio di un arte di difesa prima di tutto intende dare fiducia in se stessi ed una conoscenza dei rischi e delle violenze. L'atteggiamento di una coscienza preventiva di qualsiasi attacco. L'attività di difesa personale parte da due filosofie essenziali: A differenza delle tecniche di combattimento sportive, quelle di difesa personale si differenziano per due caratteristiche fondamentali:l'applicazione: devono cioè essere eseguite nel modo più efficace possibile, e soprattutto non ci sono esclusioni di colpi; la durata: mentre l'allenamento sportivo prepara l'atleta ad affrontare incontri molto lunghi, suddivisi magari in più round, quello di autodifesa prepara l'allievo ad affrontare scontri che magari possono durare pochi secondi. Lo scopo non è ovviamente quello di totalizzare più punti dell'avversario, ma quello di terminare lo scontro a proprio favore e nel più breve tempo possibile.
Le tecniche di difesa dalle aggressioni fisiche sono molteplici e variano da scuola a scuola. Tutte però hanno in comune la ricerca della semplicità di esecuzione e l'efficacia. È importante che una tecnica di difesa entri nella memoria fisica di chi la esegue, cioè deve essere eseguita spontaneamente; la tecnica non deve essere pensata, deve essere eseguita e basta, come se il corpo reagisse per istinto. Non esiste una tecnica in assoluto più efficace di altre, ma esiste una linea guida da seguire affinché la tecnica utilizzata lo possa diventare. Le più diffuse sono: cercare di mantenere l'iniziativa, incalzando l'avversario per non dargli il tempo di reagire e possibilmente di attaccare; puntare alle parti anatomiche più esposte e delicate (per es. occhi, naso, parti intime); ogni parte del corpo può diventare un'arma, senza dimenticare che praticamente qualsiasi oggetto può essere usato allo stesso scopo;
Il Killer Instinct, letteralmente "Istinto Omicida", è quell’ Attributo che si deve sviluppare affinché si affronti nel modo corretto uno scontro. Bisogna però soffermarsi a spiegare il significato di questa parola, che rischia di confondere il lettore e di contraddire quanto scritto prima. Sviluppare il killer instinct non vuol dire cominciare a nutrire odio nel prossimo e provare piacere nel farlo soffrire! Questo è semplicemente il termine inglese con il quale ai reparti speciali viene spiegato il concetto di istinto di sopravvivenza. Può voler dire di non tirarsi mai indietro di fronte alle difficoltà, la sopravvivenza propria e dei propri cari viene prima di tutto. Paul Vunak, un famoso istruttore di reparti speciali americani, in una sua intervista disse: "...se devo combattere, io combatto. Se devo uccidere, io uccido. Se devo fuggire, io fuggo." Il killer instinct è un concetto particolarmente complicato da comprendere, proprio di certi modelli di scuole di autodifesa, destinato alla formazione psicologica e al corretto utilizzo delle tecniche che verranno poi imparate. Molto spesso viene assimilato male, galvanizzando l'allievo e ottenendo così un effetto controproducente. Maestro Stefano Roccatano Consulta gli Orari | Clip 
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